Europa in bianco e nero

Il 9 giugno 2016, a Brescia, in via Trieste 32/A, alle 19,30 appuntamento con un Reportage fotografico di Alessandra Cucchi e Martina Pasini: “Scatti perturbanti di un’Europa che deporta”. Saranno presenti le autrici e il giornalista del Corriere della Sera Antonio Ferrari.

di DAVIDE TINININI

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Accampamento sui binari, prima di ripartire


Alessandra Cucchi e Martina Pasini sono due studentesse. Stanno frequentando il corso di laurea magistrale in “Giornalismo e Cultura editoriale” all’Università di Parma; sono giornaliste freelance e i loro articoli sono stati pubblicati sulle pagine di testate culturalmente raffinate come Micromega, il manifesto, e Alfabeta2.

Già da questo brevissimo profilo biografico emerge un elemento assai inconsueto nel panorama giornalistico italiano: Alessandra e Martina hanno avuto il coraggio di lanciarsi nella professione ancor prima di aver concluso il loro corso di giornalismo, e ancor prima di iniziare un lungo e a volte inconcludente praticantato. La mossa del cavallo, come la chiamerebbe Camilleri, è riuscita grazie ad un’illuminazione che a nessun grande direttore di giornale sarebbe mai venuta in mente. E’ ovvio, si usa dire: certi “pezzi” non si affidano ai novellini. E così Alessandra e Martina, nel 2015, senza avere in tasca nessun accredito giornalistico, decidono di partire. Destinazione: Balcani. Obiettivo: documentare la situazione dei migranti nei campi di Slavonski Brod (Croazia), Dobova (Slovenia) e Adasevci (Serbia). Nel 2016 si replica. In aprile, le due inviate-fotoreporter vanno in Grecia. La percorrono in lungo e in largo. Atene è il punto di partenza, e l’ex campo profughi di Idomeni, al confine con la Macedonia, è il punto di arrivo. Durante il loro cammino annotano, intervistano e fotografano. I loro scatti, tutti in bianco e nero, “sono una denuncia sociale di un’Europa – dicono all’unisono Alessandra Cucchi e Martina Pasini – che ha dato vita a muri fisici e mentali”.

Per abbatterli o magari per cominciare a scalfirli, perché nessuno è immune dai pregiudizi, buttiamo un occhio oltreconfine. Male non fa.

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