Le istituzioni affogano anche in piscina

 

nuoto

 

di DAVIDE TINININI 


Negli Stati Uniti, i campioni che salgono sul podio delle competizioni internazionali vengono allenati nei vivai dei College. Nella scuola italiana invece non succede. Mancano le strutture. Mancano i soldi per costruirle. E soprattutto manca la mentalità che consentirebbe a tutte le scuole italiane di trasformarsi in un centro di aggregazione sportivo dove gli studenti possono comodamente conciliare lo studio con lo sport. Ma l’Italia, si sa, è un paese bizzarro dove la cosiddetta “volontà decisionale” anziché venire dall’alto, cioè dalle istituzioni, viene dal basso, cioè dai cittadini che, in virtù della loro lungimirante capacità di supplire alla latitanza delle istituzioni, promuovono iniziative che queste purtroppo ignorano. E infatti, a Montichiari, in provincia di Brescia, grazie ad un’iniziativa partita dal basso, è nato il College del Nuoto.
Il College è il punto di raccordo tra la società Sogeis Swim Team, che richiama atleti provenienti dalle vicine città di Brescia, Mantova e Verona, e l’Istituto d’Istruzione Superiore don Milani, frequentato da circa 1.700 studenti, cioè un vivaio di 1.700 potenziali atleti che si rinnova tutti gli anni grazie agli studenti che si iscrivono al primo anno prendendo il posto di quelli che hanno completato il corso di studi superiore.
La conciliazione fra studio e sport, che nel resto d’Italia è un problema tutt’ora irrisolto, da ormai due anni, a Montichiari, avviene semplicemente così. I ragazzi entrano a scuola alle 8. Terminate le lezioni, percorrono un centinaio di metri ed entrano nella struttura dell’Aquatic Center. Qui, possono pranzare in un ristorante convenzionato e mangiare cibi sani con la possibilità di seguire una dieta bilanciata “costruita” su misura da un dietologo dello sport. Mentre attendono l’inizio dell’allenamento, gli atleti possono studiare, o fare i compiti in un’accogliente e silenziosa sala lettura. Chi è stanco, e per quel giorno decidesse di riposare, può recarsi in sala relax e schiacciare un pisolino, ma quando scocca l’ora dell’allenamento si va in piscina e si nuota fino alle 17,30. Poi, tutti a casa. E il giorno dopo si ricomincia. Ma se alle 17,30 gli atleti decidessero di rimanere al College per continuare a studiare e attendere l’arrivo dei genitori per tornare a casa, possono farlo.
“In questo modo – spiega Enrico Viazzo, papà di un nuotatore della Sogeis – tutti quegli spostamenti che ragazzi e genitori dovevano affrontare per “tornare a casa da scuola”, e “partire subito dopo da casa per andare in piscina”, sono stati finalmente soppressi. Con la nascita del College del nuoto, anche l’annoso ostracismo praticato dal sistema scolastico contro tutti coloro che praticavano sport a livello agonistico è rientrato.
A Montichiari – conclude Viazzo – i docenti del “don Milani”, sapendo che i loro studenti gareggiano di domenica, hanno abolito per tutti l’interrogazione del lunedì. E gli atleti, per ricambiare il favore che la scuola concede loro, devono rispettare una delle principali regole del College che prevede l’obbligo di conciliare l’attività agonistica con un buon rendimento scolastico”.
Se ciò non avvenisse, Sogesis si riserva la facoltà di negare agli atleti la possibilità di partecipare alle competizioni infrasettimanali che si svolgono durante i giorni di lezione; per gli atleti invece che pur impegnandosi negli studi non riescono a raggiungere i risultati richiesti, la società, in accordo con i genitori, mette a loro disposizione uno psicologo del College per capire e superare le cause della defaillance scolastica.
Nessuno può negare né sminuire l’importanza di questa straordinaria iniziativa andata a buon fine. Speriamo che ad essa si ispirino molte altre realtà locali. Ed è giusto, a due anni dalla nascita, ricordarla. Gli artefici, come una vittoria. Le nostre istituzioni, come una sconfitta.


 

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